Mario Ruiz

Una linea di ispirazione industriale

 

Mario Ruíz ha iniziato la sua carriera indipendente aprendo uno studio nel 1995 a Barcellona. Grazie alla sua esperienza multidisciplinare ha collaborato con oltre 120 aziende leader mondiali, tra cui Siemens, Steelcase, Teknion Studio, Palau, Grundig ed Expormim, progettando oggetti di arredamento, illuminazione, design tessile e di prodotto, e assumendo in alcuni casi il ruolo di direttore creativo.

Dalla collaborazione con Luxy è nato Ponte, il divanetto poliedrico combinabile, che esalta la creatività di Ruíz. Un prodotto dalle infinite possibilità, ideato per offrire la massima versatilità e potersi adattare a diversi ambienti del mondo contract e hospitality. Alla base del progetto, il desiderio di creare un prodotto che fungesse da risposta a tutti i bisogni e potesse durare nel tempo. Ponte rappresenta inoltre un invito al gioco: linee rette, curve e rotonde compongono i moduli e gli elementi scomponibili del divano.

Un oggetto versatile, poliedrico e dal carattere elegante. Una linea di ispirazione industriale, settore in cui le sue capacità si esprimono al massimo, che si ritrova anche in altre sue creazioni, come i mobili Punt che gli sono valsi il Red Dot Design Award nel 2015.

Con oltre 40 importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il Wallpaper Design Award nel 2008, il Red Dot Design Award (vinto nel 2008, 2009 e 2015), e l’IF Design Award (vinto nel 1998, 1999 e 2007) ha ricevuto nel 2016 il prestigioso National Design Prize in Spagna, mentre nel 2017 è stato vincitore del premio Delta de Plata, assegnato dall’ADI-FAD di Barcellona.

Per Ruíz, la rivoluzione che ha investito il mondo degli uffici a seguito della pandemia, in termini di organizzazione degli spazi, porta con sé una difficoltà nel comprendere le nuove modalità di interazione. Finché il Covid-19 non sarà sotto controllo, si continuerà a lavorare senza una rotta precisa, cambiando metodi e processi. La vera sfida sarà quindi quella di imparare a relazionarsi con gli altri, con il proprio team e con i clienti, senza il contatto fisico. In questo contesto, “sostenibilità” diventa una parola chiave. La sostenibilità intesa come spazi e oggetti ben fatti e ben pensati, che portano a compimento l’obiettivo per il quale sono stati creati e che quindi dureranno nel tempo, adattandosi agli utilizzi del futuro.